Nov 152013
 

12 novembre teatro500 studenti nel Teatro Argentina fanno impressione.

Li abbiamo invitati per parlare di Costituzione e si sono emozionati vedendo le immagini dell’Istituto Luce,  di giovani partigiani quasi loro coetanei, che ridevano sulle camionette, felici per la Liberazione, anche se sfilavano tra gente magra che applaudiva e le macerie delle case.

La carta vincente  è stata la compagnia teatrale “Il ratto d’Europa”, che ha condotto l’incontro con lievità, accompagnando con intelligenza e ritmo le interviste degli ospiti: una filosofa, un magistrato, due sportivi e un economista, tutti convergenti verso il dovere di portare avanti il grande cantiere dell’Italia costituzionale.

“Mi piace ricordare – dice Roberta De Monticelli, curatrice anche della prefazione del libro che raccoglie i lavori degli studenti “La Repubblica siamo noi” – che ogni grande costruzione poggia su una pietra. Ecco, ognuno di noi deve sentirsi fondamento del suo contributo”.

“Abbiamo il dovere di sperare – dice il magistrato Cantone – perché senza speranza non può esserci impegno”.

Il rugbista Lo Cicero e l’allenatore della nazionale di pallavolo Berruto hanno parlato dell’importanza della solidarietà per fare un gioco di squadra, “un valore che se lo vivi pienamente, ti rimane dentro per sempre”.

“Magari la Carta fosse solo inapplicata – ha esclamato l’economista Vitale ai ragazzi – qui è sotto attacco il suo impianto democratico! In Germania, dove la Costituzione ha avuto la stessa tragedia alle spalle, i primi due articoli sulla dignità e sulla democrazia sono “a prova di eternità”. Nessuna maggioranza e nemmeno l’unanimità dei parlamentari li può cambiare!”.

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